Il movimento nei bambini da 0 a 3 anni è fondamentale per lo sviluppo globale: non solo favorisce la crescita fisica, ma sostiene anche l’espressione affettiva, cognitiva e relazionale. La spinta al movimento è la base stessa della pulsione alla vita e l’intenzione lo trasforma in un’azione rivolta al mondo. In molte delle sue manifestazioni, il movimento è piacere in sé stesso, anche se acquisisce fin dalla più tenera età finalità esterne. Il mondo delle emozioni, dei sentimenti e dell’attività cognitiva coesistono nell’espressività corporea e hanno bisogno, per così dire, l’uno dell’altro.
Attraverso i giochi motori, i bambini imparano a conoscere le sensazioni interne del corpo, sensazioni che sono anzitutto fisiche: percepiscono i propri organi interni (ad esempio nel salto), le tensioni muscolari durante esercizi di equilibrio e disequilibrio, il proprio peso e la forza di gravità.
La conoscenza del corpo e la percezione delle diverse parti e del suo insieme avvengono anche grazie alla sperimentazione dei contrasti: veloce/lento, alto/basso, duro/morbido, salire/scendere, tenersi/lanciarsi.
LA DIMENSIONE FISICA
Proviamo a osservare lo sviluppo del movimento autonomo del bambino.
È facile notare una complessità crescente — relativamente a ogni stadio — dei mezzi di cui dispone per padroneggiare il proprio equilibrio, la capacità di utilizzare superfici e punti di appoggio necessari e di adattare la propria motricità a contesti differenti.
Il movimento diviene via via più fluido; si nota l’assenza di contrazioni dei gruppi muscolari non coinvolti nell’azione e l’uso appropriato di mani e piedi; il tronco appare mobile e flessibile.
Molti bambini mostrano un atteggiamento di prudenza quando cercano di consolidare una nuova competenza (lentezza dei movimenti, attenzione) e sperimentano equilibri e disequilibri complessi.
Il progressivo perfezionamento di un movimento o di una postura è importante quanto il passaggio a nuove sperimentazioni e scoperte.
LA DIMENSIONE AFFETTIVA
Il movimento è anche un mezzo privilegiato per esprimere emozioni e affetti.
I bambini cercano tutte le occasioni per mettere alla prova le proprie competenze motorie, acquisirne di nuove e superare delle difficoltà; contemporaneamente, attraverso il movimento esprimono i loro vissuti, gli affetti, i sentimenti, la gioia, la paura, la sorpresa.
Ci sono diversi modi per fare un’esperienza motoria e questa possibilità comporta un ampliamento delle capacità immaginative.
Uno scivolo può essere usato nel modo tradizionale, ma anche in maniera particolare o “inusuale”, con tutto il corpo disteso sull’asse e la testa all’indietro. Il primo è una forma strutturata, praticata da tutti e comunemente riconosciuta, mentre la seconda ha più di originalità, perché tende a combinare, accostare e unire elementi della realtà in maniera personale. Se poi a uno scivolo un bambino aggiunge una corda, le possibilità aumentano; se ci si mette un cerchio, le possibilità si ampliano ulteriormente.
Esperienze come queste, o altre che possiamo immaginare, stimolano il bambino a vedere il mondo da diverse angolazioni, a provare nuove sensazioni ed emozioni.
LA DIMENSIONE COGNITIVA
Il movimento è essenziale per esplorare l’ambiente circostante e costruire l’esperienza spazio-temporale. Attraverso di esso, il bambino scopre i propri confini, i limiti e le possibilità. Ma il movimento è anche una delle vie attraverso le quali il bambino costruisce una percezione del tempo vissuto: ciò che non è possibile oggi potrebbe esserlo domani.
Apprendimento
È molto interessante quanto affermato dal prof. Regni nel libro Montessori e le neuroscienze (Regni, Fogassi):
“L’ambiente sicuramente può modificare il cervello umano, ma non può negare certi bisogni tipici del suo funzionamento che legano l’azione delle mani e del movimento al cervello, elementi indispensabili per l’apprendimento.”[1]
Con Maria Montessori si può concordare quando sottolinea l’importanza dell’ambiente — un insieme di spazi, tempi e relazioni — nel sostenere, deviare o ostacolare lo sviluppo, e soprattutto quando evidenzia il rapporto molto stretto tra mente assorbente e movimento: si potrebbe dire che essa è costituita dall’interazione costante con l’ambiente, in cui il movimento svolge una funzione dominante.
Secondo alcune ricerche, le prime parole di un bambino dipendono in parte dalla scoperta delle disposizioni spaziali delle superfici, dei loro movimenti e dei loro raggruppamenti in oggetti.
Concentrazione e attenzione
Le attività motorie presentano una sorta di equilibrio tra leggerezza e concentrazione.
Partendo dai primi passi fino ad arrivare all’adolescenza, basta osservare un bambino, soprattutto quando si sta appropriando di una nuova competenza, per coglierne la concentrazione sul volto, nel tono muscolare e nella mimica.
LA DIMENSIONE RELAZIONALE
“Muoversi significa incontrare l’altro e, perciò, entrare in rapporto con gli spazi, il corpo, il movimento di chi ci sta vicino; le esperienze attive nei bambini piccoli contribuiscono alla comprensione dello scopo delle azioni altrui.”[2]
La relazione con l’altro nasce proprio dall’incontro dei corpi: osserviamo come i bambini riescano a modulare la loro “presenza” e il loro desiderio di esserci attraverso una continua, quasi invisibile, ricerca di accordo con gli altri, ad esempio quando fanno la fila per salire su un tavolo dal quale saltare o su uno scivolo.
La differenza quindi, ma anche l’accordo: il salto insieme, lo scivolare insieme.
LIBERA ESPRESSIONE CORPOREA E SVILUPPO DELL’AUTONOMIA
Alcuni genitori pensano a un corpo che evolve, cresce e va addestrato; mi soffermo su questo punto anche perché spesso mi è stato chiesto se sia opportuno fare danza, ginnastica artistica o nuoto quando i bambini sono ancora molto piccoli.
Ritengo che sia necessario garantire al bambino anzitutto la libera espressione corporea, perché favorisce lo sviluppo dell’autonomia.
Non abbiamo a che fare con un materiale da plasmare: dobbiamo aiutare e favorire nel bambino la messa in gioco del corpo nella sua totalità, senza privilegiare il rigido esercizio a scapito del piacere corporeo e della motricità libera.
Piuttosto possiamo far sì che il movimento, da globale e indifferenziato, diventi via via più raffinato e finalizzato; ci sono infatti una serie di compiti legati alla vita quotidiana in cui una persona deve saper vivere una motricità finalizzata.
Il movimento, come ho accennato, favorisce l’apertura alla fantasia, e il nostro corpo è fonte inesauribile di creatività.
L’espressività corporea, in un ambiente stimolante, favorisce nel bambino la scoperta delle possibilità che il mondo, o una parte di esso, gli offre, gli dà gli strumenti per manipolarlo, cambiarlo e inventare nuovi modi di interagire con gli oggetti.
Crescerà così il piacere del bambino nella scoperta di ciò che lo circonda, insieme a una serie di crescenti competenze motorie, cognitive e relazionali.
In sintesi…
Il movimento nei bambini da 0 a 3 anni è molto più di semplice attività fisica: è uno strumento di sviluppo globale, che unisce corpo, mente ed emozioni. Favorire esperienze motorie libere e creative, sia a casa sia al nido, permette al bambino di crescere in autonomia, sviluppare concentrazione, immaginazione e capacità relazionali.
1. A che età è importante iniziare il movimento libero?
Fin dai primi mesi di vita: anche i piccoli movimenti favoriscono lo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo.
2. Quali giochi motori sono consigliati per i bambini 0-3 anni?
Giochi che stimolano equilibrio, coordinazione e percezione del corpo: scivoli, salti, percorsi motori e attività con oggetti di diverse forme e consistenze.
3. Il movimento aiuta anche l’apprendimento?
Sì, il movimento è strettamente legato allo sviluppo cognitivo: esplorando lo spazio e manipolando oggetti, il bambino costruisce conoscenze, concentrazione e creatività.
A cura di Giulio Reggio
Formatore, consulente psicopedagogico e psicomotricista
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Sito: https://specchioalice.wordpress.com
Note e bibliografia
[1] Regni, Fogassi – Montessori e le neuroscienze – Fefè Editore
[2] Ammaniti, Gallese – La nascita dell’intersoggettività – Cortina



