
Tutte le normative danno indicazioni specifiche sul luogo in cui è possibile aprire un nido e sulle caratteristiche strutturali che deve avere. In generale è sempre garantito uno spazio adeguato al numero di bambini che ospita. Uno spazio sovraffollato non consente di garantire la giusta attenzione personale ad ogni bambina e bambino, né standard igienici adeguati.
Inoltre, solitamente gli spazi saranno organizzati in modo da consentire le diverse attività come il gioco, la nanna e la pappa in modo funzionale e stimolante. In alcune regioni è anche chiesta la presenza di un’area all’aperto dove poter giocare e svolgere altre attività educative. Pur non essendo obbligatorio un giardino o uno spazio all’aperto costituisce un elemento distintivo di alcuni servizi.
Le domande da fare:
In genere, le normative regionali indicano i giorni minimi di apertura nel corso dell’anno educativo e l’orario minimo giornaliero di apertura. Al fine di garantire un concreto supporto allo sviluppo, alcune regioni indicano anche la frequenza settimanale minima per ciascuna bambina e bambino. Ad esempio, in Lombardia, non è possibile frequentare il nido per un numero inferiore di 15 ore settimanali.
Alle diverse modalità di frequenza, a tempo pieno o parziale, solitamente corrispondono anche rette diverse a discrezione del gestore del servizio. Ad ogni modo le rette di frequenza devono sempre essere ben chiare e condivise con la famiglia.
Molti nidi privati offrono, inoltre, diversi servizi integrativi che consentono una maggiore flessibilità di frequenza, incontrando le necessità dei genitori. Tra questi, troviamo sicuramente attività di pre- e doposcuola, ma anche laboratori e corsi di lingua. Molti sono anche i servizi che offrono l’opportunità di frequentare centri estivi.
Le domande da fare:
All’interno del nido lavorano diverse figure professionali, la cui presenza e responsabilità sono definite dalle normative: educatrici/ori professionali, coordinatrici/ori e personale ausiliario.
Le educatrici/ori devono essere in possesso dei requisiti abilitanti alla professione di educatore previsti dalla legge e garantire il costante aggiornamento delle proprie competenze attraverso la formazione continua. Il numero delle educatrici/ori presenti in struttura in relazione al numero dei bambini presenti è sempre chiaramente definito dalla legge. Si tratta di elemento estremamente importante in quanto consente di dedicare la giusta attenzione personale a ciascuna bambina e bambino e di costruire un rapporto di fiducia affettiva.
La coordinatrice/ore garantisce e verifica il buon funzionamento del nido. Anche in questo caso sono richiesti titoli di studio specifici e/o un’esperienza professionale adeguata a svolgere il proprio ruolo. Nelle sue mani c’è l’intera gestione della struttura: dall’organizzazione dei turni di lavoro, alla pianificazione delle attività educative a quelle di confronto con le famiglie. Inoltre, si tratta di una figura indispensabile affinché le educatrici/ori acquisiscano, nella loro relazione con i bambini, strumenti di lavoro ampi e validi. La coordinatrice/ore garantisce la professionalità degli educatori scelti e si preoccupa del loro continuo aggiornamento. Possiamo che dire che possiede competenze relazionali, organizzative, pedagogiche e manageriali che contribuiscono al miglioramento costante della qualità del servizio.
Alcuni nidi prevedono, in aggiunta al personale previsto dalla legge, svariate altre figure specializzate o meno. Ad esempio, è frequente incontrare insegnanti madrelingua, atelieristi, ma anche pedagogisti, psicomotricisti e altri profili professionali specializzati nel mondo dell’infanzia.
Le domande da fare:
Il progetto educativo deve sempre essere presente in un nido autorizzato e di qualità. È la fotografia di tutto quello che accade all’interno del servizio: ogni aspetto, ogni momento, ogni spazio del nido devono essere organizzati in maniera coerente e completa.
Un buon progetto viene redatto con cura da esperti pedagogisti serve a guidare l’agire quotidiano delle educatrici/ori e degli operatori. È molto importante che preveda:
Le domande da fare:
Tutti i nidi offrono un servizio di mensa. Questo può essere garantito attraverso una cucina interna o un servizio di catering; la normativa prevede entrambe le opzioni.
Il menù, predisposto da dietisti specializzati, deve essere bilanciato sulle esigenze nutrizionali delle varie fasce d’età.
Inoltre, è fondamentale che vengano sempre rispettate le norme di autocontrollo, di preparazione e somministrazione dei cibi previste dalla legge.
Le domande da fare:
In qualsiasi caso devono sempre essere garantite tutte le norme di sicurezza previste dalla legge a tutela del personale e delle bambine e bambini frequentanti. Tra questi a titolo d’esempio devono essere previsti: piani di evacuazione, prove pratiche di evacuazione con i bambini, indicazioni chiare delle vie di fuga, presenza di estintori con ispezione periodica, apertura corretta delle vie di fuga.
Infine, il nido deve avere un’adeguata copertura assicurativa per il personale e tutti gli utenti, grandi e piccini.