Il Nido di qualità

Come scegliere il miglior nido per la crescita e il benessere del tuo bambino

La scelta

Nell’ultimo ventennio il mondo dei servizi per l’infanzia privati ha visto emergere numerose tipologie di servizi ludici, educativi e di cura. Tuttavia, non tutte le opportunità esistenti hanno gli stessi obiettivi e contribuiscono in maniera significativa alla crescita e allo sviluppo delle competenze.  Le vostre bambine e bambini meritano una scelta attenta: il nido non è un “parcheggio”, ma un luogo in cui crescere e sviluppare al meglio le proprie competenze, identità e autonomia. Prima di compiere una scelta riguardo al servizio più idoneo alle esigenze della propria famiglia è bene sapere che i servizi educativi sono riconosciti a livello nazionale dal cosiddetto Sistema Integrato 0-6 il quale indica le linee guida generali per garantire l’accesso a un’educazione di qualità su tutto il territorio nazionale. I requisiti specifici richiesti ai diversi servizi educativi per garantire lo standard di qualità sono invece definiti dalle singole Regioni e per questo diversi a seconda che si abiti a Milano, Roma o Palermo. In generale il primo elemento da prendere in considerazione è quindi quello di rivolgersi a servizi educativi privati autorizzati. Le ludoteche, i baby parking e le altre strutture similari prive di autorizzazione costituiscono servizi, certamente a supporto della conciliazione con i tempi di lavoro, ma che, a causa della loro impossibilità ad accogliere i bambini per periodi prolungati, non contribuiscono alla continuità educativa e, nella maggioranza dei casi, risultano privi di un progetto educativo-pedagogico. I servizi educativi privati autorizzati sono soggetti a scrupolose ispezioni degli Enti di vigilanza e per questo sempre attenti al mantenimento degli standard di qualità previsti dalla normativa.  Un buon nido è fondato sul rispetto della normativa vigente. Sembra scontato, ma non è sempre così. Come abbiamo anticipato, i requisiti specifici cambiano da regione a regione. Tuttavia, è possibile valutare degli elementi di qualità sempre presenti, anche se declinati in maniera diversa in funzione del territorio. Vediamoli insieme.
La struttura

Tutte le normative danno indicazioni specifiche sul luogo in cui è possibile aprire un nido e sulle caratteristiche strutturali che deve avere. In generale è sempre garantito uno spazio adeguato al numero di bambini che ospita. Uno spazio sovraffollato non consente di garantire la giusta attenzione personale ad ogni bambina e bambino, né standard igienici adeguati. 

Inoltre, solitamente gli spazi saranno organizzati in modo da consentire le diverse attività come il gioco, la nanna e la pappa in modo funzionale e stimolante. In alcune regioni è anche chiesta la presenza di un’area all’aperto dove poter giocare e svolgere altre attività educative. Pur non essendo obbligatorio un giardino o uno spazio all’aperto costituisce un elemento distintivo di alcuni servizi.

Le domande da fare:

  • Il nido è autorizzato?
  • Per quanti bambini è stato autorizzato il nido?
  • Gli spazi del nido sono organizzati e suddivisi per ciascuna attività, per esempio gioco, mensa, nanna?
  • È presente uno spazio all’aperto?

In genere, le normative regionali indicano i giorni minimi di apertura nel corso dell’anno educativo e l’orario minimo giornaliero di apertura. Al fine di garantire un concreto supporto allo sviluppo, alcune regioni indicano anche la frequenza settimanale minima per ciascuna bambina e bambino. Ad esempio, in Lombardia, non è possibile frequentare il nido per un numero inferiore di 15 ore settimanali.

Alle diverse modalità di frequenza, a tempo pieno o parziale, solitamente corrispondono anche rette diverse a discrezione del gestore del servizio. Ad ogni modo le rette di frequenza devono sempre essere ben chiare e condivise con la famiglia.

Molti nidi privati offrono, inoltre, diversi servizi integrativi che consentono una maggiore flessibilità di frequenza, incontrando le necessità dei genitori. Tra questi, troviamo sicuramente attività di pre- e doposcuola, ma anche laboratori e corsi di lingua. Molti sono anche i servizi che offrono l’opportunità di frequentare centri estivi.

Le domande da fare:

  • Quanto costa il nido?
  • Cosa è compreso nella retta?
  • Qual è l’orario di apertura del nido?
  • Sono previsti servizi integrativi?

All’interno del nido lavorano diverse figure professionali, la cui presenza e responsabilità sono definite dalle normative: educatrici/ori professionali, coordinatrici/ori e personale ausiliario.

Le educatrici/ori devono essere in possesso dei requisiti abilitanti alla professione di educatore previsti dalla legge e garantire il costante aggiornamento delle proprie competenze attraverso la formazione continua. Il numero delle educatrici/ori presenti in struttura in relazione al numero dei bambini presenti è sempre chiaramente definito dalla legge. Si tratta di elemento estremamente importante in quanto consente di dedicare la giusta attenzione personale a ciascuna bambina e bambino e di costruire un rapporto di fiducia affettiva.

La coordinatrice/ore garantisce e verifica il buon funzionamento del nido. Anche in questo caso sono richiesti titoli di studio specifici e/o un’esperienza professionale adeguata a svolgere il proprio ruolo. Nelle sue mani c’è l’intera gestione della struttura: dall’organizzazione dei turni di lavoro, alla pianificazione delle attività educative a quelle di confronto con le famiglie. Inoltre, si tratta di una figura indispensabile affinché le educatrici/ori acquisiscano, nella loro relazione con i bambini, strumenti di lavoro ampi e validi. La coordinatrice/ore garantisce la professionalità degli educatori scelti e si preoccupa del loro continuo aggiornamento. Possiamo che dire che possiede competenze relazionali, organizzative, pedagogiche e manageriali che contribuiscono al miglioramento costante della qualità del servizio.

Alcuni nidi prevedono, in aggiunta al personale previsto dalla legge, svariate altre figure specializzate o meno. Ad esempio, è frequente incontrare insegnanti madrelingua, atelieristi, ma anche pedagogisti, psicomotricisti e altri profili professionali specializzati nel mondo dell’infanzia.

Le domande da fare:

  • Quanti educatori e operatori sono impegnati nella struttura? Quanti educatori contemporaneamente?
  • Sono previsti altri specialisti in materie specifiche (pedagogista, pediatra)?
  • È garantita un’accurata selezione di educatori specializzati e qualificati?

Il progetto educativo deve sempre essere presente in un nido autorizzato e di qualità. È la fotografia di tutto quello che accade all’interno del servizio: ogni aspetto, ogni momento, ogni spazio del nido devono essere organizzati in maniera coerente e completa.

Un buon progetto viene redatto con cura da esperti pedagogisti serve a guidare l’agire quotidiano delle educatrici/ori e degli operatori. È molto importante che preveda:

  • Il rispetto e l’organizzazione dei tempi delle bambine e dei bambini, compreso il periodo di ambientamento nella nuova esperienza di nido
  • L’organizzazione di attività che rispettino i tempi e le potenzialità di ciascuno, stimolandoli ad un percorso di crescita ben articolato
  • L’organizzazione e suddivisione degli spazi, in funzione di ciascuna attività: un’area gioco, una per mangiare, una per la nanna e così via
  • Un team educativo qualificato, ben organizzato nei turni e costantemente aggiornato

Le domande da fare:

  • È previsto un periodo di ambientamento?
  • Quale approccio educativo viene promosso al nido?
  • Sono previsti colloqui periodici con le famiglie?

Tutti i nidi offrono un servizio di mensa. Questo può essere garantito attraverso una cucina interna o un servizio di catering; la normativa prevede entrambe le opzioni.

Il menù, predisposto da dietisti specializzati, deve essere bilanciato sulle esigenze nutrizionali delle varie fasce d’età.

Inoltre, è fondamentale che vengano sempre rispettate le norme di autocontrollo, di preparazione e somministrazione dei cibi previste dalla legge.

Le domande da fare:

  • È presente una mensa interna?
  • Il costo del pasto è compreso nella retta?
  • I menù proposti sono stagionali e adeguati alle esigenze nutrizionali delle diverse fasce d’età?
  • Come è organizzata la pulizia dei locali?

In qualsiasi caso devono sempre essere garantite tutte le norme di sicurezza previste dalla legge a tutela del personale e delle bambine e bambini frequentanti. Tra questi a titolo d’esempio devono essere previsti: piani di evacuazione, prove pratiche di evacuazione con i bambini, indicazioni chiare delle vie di fuga, presenza di estintori con ispezione periodica, apertura corretta delle vie di fuga.

Infine, il nido deve avere un’adeguata copertura assicurativa per il personale e tutti gli utenti, grandi e piccini.